Il DRAGHETTO

“Che nome le hai dato?” Mi chiese un amico.

“Io non do i nomi alle moto.” Risposi io.

“Non dai i nomi alle tue moto? Guardala… e dalle un nome!”

La osservai, quei due fari avevano un che di felino, le plastiche di contorno sembravano una pennellata di eyeliner e i lenticolari le donavano profondità nello sguardo.

Questa moto mi ha scelto” pensai.

“Sembra un drago” dissi; “Draghetto!” Esclamai.

Quella moto, in quell’anno così instabile, mi aveva davvero scelto. Quando montai in sella per la prima volta e feci un breve giro per provarla capii che era diversa dalle altre.

Ora dopo 4 anni che danziamo assieme tra le curve, dopo più di 100 mila km assieme, non ho ancora capito cosa sia successo quel giorno, ma sono ancora convinta di non aver scelto io.

Se questo progetto di rendere la mia passione un obbiettivo di vita è nato, è anche grazie a lei.


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